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portale del Piano Nazionale Prevenzione in Agricoltura

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“FARM STRESS: DISAGIO E BENESSERE PSICOLOGICO NEL SETTORE LAVORATIVO AGRICOLO”

 In occasione della Settimana Europea della Sicurezza sul Lavoro 2026, si è tenuto il 21 ottobre 2026 presso l’Aula Magna dell’Istituto Agrario "Vercelli-Penna" di Asti, il convegno dal titolo “FARM STRESS: disagio e benessere psicologico nel settore lavorativo agricolo”, organizzato da EBATA, l'Ente Bilaterale Agricolo della Provincia di Asti.

L’evento era inserito nel calendario di appuntamenti di "Asti si'Cura", iniziativa istituzionale, giunta alla sua terza edizione, che prevede una campagna di sensibilizzazione, promossa sul territorio astigiano, per diffondere la cultura della sicurezza, della salute e del benessere nei luoghi di lavoro, organizzata dalla Prefettura di Asti in collaborazione con enti locali, come l’ASL e l'Inail. L'incontro ha visto la partecipazione numerosa ed attenta di datori di lavoro, lavoratori, RLS, RLST di tutti gli Enti Bilaterali del Piemonte, RSPP, agronomi e professionisti del settore agricolo, e anche una nutrita rappresentanza di alunni della classe quarta dell'istituto agrario: un segnale tangibile di quanto il tema della salute mentale e del contrasto allo stress lavorativo sia diventato ormai di interesse comune.

La mattinata è stata aperta dai saluti di benvenuto da parte del preside dell'Istituto "Vercelli-Penna" Giorgio Marino che ha sottolineato come la scuola sia assolutamente sensibile al tema della sicurezza sul lavoro e di quanto si stia prodigando per impartire questa cultura già alle giovani generazioni. Successivamente si sono susseguiti gli interventi istituzionali di: Loretta Bologna, Assessore al Lavoro del Comune di Asti, Stefano Calella, Presidente del Comitato Consultivo Provinciale Inail di Asti e Giovanni Carlo Frizza, ingegnere dello Spresal di Asti.

I lavori sono stati aperti da Giovanni Demichelis, Presidente di EBATA, che ha sottolineato l'impegno costante dell’Ente bilaterale, costituito dalla organizzazioni datoriali agricole (Confagricoltura, Cia e Coldiretti) e le organizzazioni sindacali di settore (FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL) per promuovere la cultura della sicurezza partecipata e la tutela globale della persona del lavoratore.

L’intervento di Silvana Cerrato, psicologa, si è focalizzato sui rischi psicosociali e sulla salute occupazionale, tracciando i confini dello stress lavoro-correlato. "Lo stress lavorativo è causato da uno stato di allarme che continua a persistere nel nostro cervello anche quando la giornata lavorativa è terminata, portando ansia e preoccupazione", ha affermato la psicologa.

A seguire, Alberto Fossa, Vicepresidente FormaRicerca ed RSPP, ha illustrato concreti ed esaustivi esempi di correlazione tra infortuni sul lavoro e distress (forma di stress negativo e prolungato) lavorativo, evidenziando come la stanchezza mentale, l'ansia e il calo di concentrazione rappresentino concause primarie negli incidenti sul lavoro nell'agricoltura.

“In agricoltura lo stress agisce come un moltiplicatore del rischio: l'accumulo di tensioni psicofisiche riduce la lucidità e la capacità di reazione del lavoratore, portando ad azioni estemporanee o errori procedurali che causano incidenti spesso gravi o mortali (come il ribaltamento del trattore o il contatto con organi meccanici in movimento)” ha affermato Fossa.

L'ultimo intervento è stato a cura del giornalista e agronomo Fabio Fracchia, che ha reso noti i risultati dell’indagine sul disagio Psicologico nel settore agricolo nel territorio astigiano, tramite il questionario "DIAMO VOCE ALL'AGRICOLTURA", realizzato in collaborazione con l'Università di Torino e l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e somministrato ad un campione di aziende agricole astigiane.

I dati emersi tracciano una fotografia chiara delle criticità e delle percezioni di stress vissute dagli agricoltori locali, fornendo una base conoscitiva fondamentale per impostare i futuri interventi formativi e di supporto.

Si è evidenziato che poco meno della metà ha registrato perdite negli ultimi 3 anni, e solo il 20% scarso è stata in utile ed anche il ricambio generazionale è un ulteriore problema: al momento il 70% delle aziende non ha un ricambio generazionale certo.

Inoltre una giornata lavorativa alla settimana è dedicata alla burocrazia e le ore lavorate sono molte: nei periodi di picco si raggiungono e superano le 80 ore settimanali (più del doppio di un lavoratore dipendente).

Le conclusioni del convegno sono state affidate a Giovanni Demichelis, presidente di EBATA che ha ribadito la necessità di abbattere i tabù legati alla salute mentale in agricoltura, creando reti territoriali di sostegno, confermando l'efficacia della sinergia tra gli enti bilaterali, le associazioni di categoria, i sindacati ed il mondo dell'università e della formazione.

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Il settore dell’agricoltura è uno dei comparti ad alto rischio di infortuni per il quale la Regione Piemonte sviluppa azioni specifiche di prevenzione, nell’ambito del Piano regionale di prevenzione.

Il piano per la sicurezza e salute in agricoltura e selvicoltura rilancia l’attenzione sulle problematiche relative alla sicurezza e salute dei lavoratori, con particolare attenzione ai rischi connessi all’utilizzo delle macchine agricole, alla sicurezza negli allevamenti e nell’impiego di prodotti fitosanitari, in linea con gli obiettivi definiti dal Piano Nazionale di Prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura.

Le attività vengono pianificate nell’ambito del Piano regionale di prevenzione 2020-2025 (DGR n. 16-4469 del 29/12/2021, PP7 ”Prevenzione in edilizia e agricoltura”) e nei Piani locali delle ASL con l’obiettivo di: 

promuovere un impegno coordinato degli attori preposti sul territorio per ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali e per contrastare il lavoro irregolare e sommerso;
potenziare le attività di informazione e assistenza rivolte al comparto agricolo;
orientare i controlli verso i problemi di salute e di sicurezza prioritari, garantendone la costanza nel tempo, una razionale distribuzione sul territorio e l’uniformità dei criteri applicati dai diversi organi di vigilanza.
Le attività sono svolte dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL), in collaborazione con altre strutture del Dipartimento di Prevenzione e con altri enti (quali INPS, Direzioni territoriali del lavoro, INAIL, Vigili del fuoco, ecc.) e sono periodicamente rendicontate nel documento “Sicurezza nelle aziende agricole. Report dei controlli”.

Ragazza che studia
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